Basilicata, la madre dell’olio extra vergine di oliva

L’Italia è conosciuta in tutto il mondo non solo per le sue bellezze paesaggistiche, per i monumenti secolari o per il suo invitante clima mite; la tradizione gastronomica millenaria che il nostro bel Paese può vantare un ruolo importante nel richiamare turisti da ogni parte del mondo, che non riesce a resistere ai profumi e ai sapori che contraddistinguono ogni zona dello stivale.

Protagonista assoluto della nostra cucina è senza dubbio l’olio d’oliva , vero toccasana per cuore, eccellenti ossa e pelle grazie alle sue qualità nutrizionali . Le possibili varietà di olio tra cui scegliere sono tante, molte insignite da marchio DOP o IGP ; si può propendere per l’una o l’altra a seconda dell’intensità o dell’aroma che meglio si sposa con i nostri gusti.

Le sue caratteristiche riflettono quelle della terra di provenienza, di che quei suoli li coltivano con cura, del sole che riscalda le foglie delle loro piante e della pioggia che nutre le loro radici. Perché l’olio non è solo un alimento per gli italiani: è tradizione, è famiglia, è casa.

Diverse sono le regioni dove l’olivicoltura gioca un ruolo agricolo di primo piano nell’economia . Tra queste senza dubbio spicca la Basilicata dove, dalla pianura alla montagna, la pianura ulivi ha colorato e il caratteristico verde degli i paesaggi sin dai tempi più antichi.

La Terra degli ulivi

L’olio lucano è stato autorizzato inserito nel registro europeo delle IGP dall’ottobre del 2020, e non poteva essere altrimenti visto che da sempre la Basilicata è considerato la terra madre dell’olio extravergine d’oliva.

Da documenti antichissimi, infatti, si evince che la coltivazione di questa pianta nel suolo lucano è da far risalire al I secolo aC Da allora l’oliva è diventata la regina della tavola in questa regione che ogni anno esporta in tutto il mondo un sempre maggiore impegno del suo oro giallo/verde.

Tantissime le aziende agricole che hanno fatto della coltivazione delle olive il loro fiore all’occhiello. Gestite da gruppi familiari o riunite in consorzi, si possono riunire tutte le fasi della filiera che consentono di portare quelle fasi in tavola un prodotto finito di alta qualità Ne è un esempio la Cooperativa Rapolla Fiorente ( rapollafiorente.it ) che, nata nel 1968 dall’unione di ben 450 olivicoltori della zona nord della Basilicata , ha assunto un gran rilievo a livello regionale nel settore dell’olivicoltura. Unendo tradizione e tecnologia, questa cooperativa è oggi produttrice di uno dei migliori oli extravergine d’Italia.

Il “culto dell’olio” è talmente sentito nella regione da aver istituito nel 1999 il Premio Regionale Olivarum . Giunto alla XVII edizione nel 2021, questo concorso ha come obiettivo quello di valorizzare l’olio extravergine della regione, migliorarne la coltura e la commercializzazione.

I vincitori del premio saranno quelli che rappresenteranno la Basilicata, a livello nazionale e internazionale, in tutti gli eventi dedicati a questo settore. Ma visto che vincere conta ma ancora più ‘importante è partecipare, questo premio si colloca come uno degli avvenimenti più importanti dell’anno per quanto riguarda la produzione agricola; è un momento di confronto tra i produttori e frantoiani che permette di migliorare sempre il confronto più questa eccellenza regionale, vanto nel mondo per i lucani.

Quindi se avrete voglia di gustarvi una buona bruschetta all’ombra di un ulivo secolare non vi resta che recarvi in ​​Basilicata , madre dell’olio extravergine , culla di antichi sapori che delizieranno i vostri palati.

Leave a Reply

Your email address will not be published.