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Invia il link“Ipotizziamo di essere i primiuomini sbarcati nel 2007 d.C. su questo pianeta. Immaginiamo di non conoscere l’odore dell’aria, il dolore di un’ustione e soprattutto il sapore di un’arancia. Ci rechiamo in un frutteto siciliano, uno di quei frutteti che producono ancora le arance vere, rosse, non quelle schifezze ibride senza succo, che ci propinano quotidianamente. Ma, dicevamo, rechiamoci, in condizione d’ignoranza totale, in quel di Scordia, provincia di Catania, all’interno d’un aranceto. Troveremmo invitanti, secondo me, quei frutti tinti d’un colore intenso e luminoso; allungheremmo sicuramente le mani, affamati come saremmo, da uomini. Al primo morso l’amaro della scorza ci avvolgerebbe, sputeremmo tutto e forse, dalla rabbia, getteremmo a terra il frutto”.
Mordere, assaporare, deglutire, pervadersi della bellezza della vita mandandone giù, come spicchi di un’arancia, i momenti. Tinti di arancione, i giorni delle vite di chi sta imparando a vivere hanno il sapore dolceamaro di un’arancia di Sicilia o di un tarocco succoso. Ma per assaporare un’arancia bisogna imparare a pulirla. Buccia, strappo dopo strappo, e poi i sottili filamenti attaccati al frutto, eliminati delicatamente, per gustare, realmente. Strati di buccia a protezione del frutto. Come le vite dei personaggi di questi racconti, silenziosi e pensosi, intensi al punto di sentirli seduti accanto a te. Tra musica, lavoro, università, amore, amici, tentativi di comprensione della vita e discorsi, tanti, disparati, troppo spesso inutili. Perché l'essenza della vita sta nel morso.
L'Autore
Giorgio De Donno è nato a Roma nel 1983. Laureato in Ingegneria ambientale è dottorando in Geofisica presso l’Università “Sapienza” di Roma. Scrittore di poesie dall’età di dieci anni, ha dovuto attenderne un’altra decina prima di cominciare a scrivere in prosa. I racconti contenuti in Scorze d’arancia, suo primo libro, sono infatti stati scritti dal 2005 al 2009, tra Roma e la Sardegna, sua terra d’elezione.


