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Dirce Scarpello
Angulus ridet

pp. 240 - Romanzo

Formato 13x20

978-88-6316-160-1

15,00 euro

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Il filo conduttore è l’amore mal riposto, quello sbagliato, che intreccia i fili delle vite delle persone in maniera scomposta, viziata.

– Sette sosia dice quella donna… dice che abbiamo sette sosia al mondo. Io non so chi ero – . Violetta si era andata a sedere sul letto, il sole le accarezzava i capelli scomposti. Si prese la testa tra le mani. E adesso non so più neppure chi sono. Non capisco questo strano senso di familiarità per questi posti… gli occhi non li vedo più nei sogni ma mi accorgo di cercare sempre quel ragazzo con lo sguardo… quasi involontariamente. E quell’uomo, perché mi ha fatto paura?

 

“È l’amore, anche quello mal riposto, che causa ogni cosa, dopotutto, passione e follia, sacrificio e annullamento, vita e morte.” Questo il fulcro del romanzo, che non è un romanzo d’amore nel senso tradizionale. Il filo conduttore, infatti, è l’amore mal riposto, quello sbagliato, che intreccia i fili delle vite delle persone in maniera scomposta, viziata. Angulus Ridet è la storia di una famiglia, di una provincia pugliese, di amori infelici, di scelte difficili e di intrecci misteriosi. Al crocevia della narrazione un grande dono, un atto di altruismo che ricongiunge i destini di tante persone, seppur tragicamente. La vita dei personaggi cambia vertiginosamente e irrimediabilmente in una parabola discendente e drammatica in cui tutti, per un attimo, hanno bisogno di fermarsi a riflettere nel loro “Angulus Ridet”, nel loro angolo di quiete.

L'Autore

foto mancante

Dirce Scarpello nasce a Brindisi il 2 febbraio del 1965 in una notte di neve, rara dalle sue parti. Nei suoi 45 anni di vita ha fatto quello che fanno più o meno tutti: si è laureata – in Giurisprudenza – ha preso due abilitazioni, si è messa a lavorare, si è sposata, ha avuto dei figli. Ma non in questo, che sarebbe l’ordine consueto, lo ha fatto come le è capitato, in ordine sparso, dice lei. Così come, solo di recente, le è capitato di svelare a se stessa – nel senso letterale del termine – la sua voce interiore, attraverso la scrittura. Eppure era come un fuoco che covava sotto la cenere.