I grandi temi della poesia
SCADENZA 31 DICEMBRE 2009
Ancora neve, e al crepuscolo, con una luce che imbruna ogni angolo di spazio, sui campi che il treno taglia a metà, il riverbero bianco a terra produce più notte di quanto si pensi quasi un peso o un segno di fatica che la natura addossa a se stessa.
Neve, ancora neve – tutto innevato tra Roma e Firenze. Mai accaduto in cinque anni. La neve contro il cielo azzurro dà senso alla bellezza, come un'aria di Haendel o un'aria della Clemenza di Tito – qualcosa di ilare e solenne, anche di frivolo (la civetteria con la quale la neve ricama rami e foglie secche dei quercioli), e liturgico.
Enzo Siciliano, Diario Italiano, febbraio 1999
Arriva un momento in cui lo si reclama, come una porta aperta, o un ponte; come un passaggio ad altro. E il suo ritardo causa un imbarazzo – l'imbarazzo dei bambini davanti alle promesse infrante – di certezza disattesa. Nei momenti insospettabili dell'autunno inoltrato, lungo le strade assolate e troppo calde, ci accarezzano ricordi di neve e di camino, inventari di slittini, progetti di montagne dalla pietra ancora nuda. Poi, un giorno, il respiro diventa visibile e le mani si rifugiano spesso nelle tasche. Ecco, l'inverno s'è ricordato di noi. Ci sconvolge la luce che c'è la mattina, la tramontana che illumina i capelli e pulisce gli sguardi – peccato non avere il tempo e l'urgenza di contemplare quella luce. Peccato non andare al mare. (Il mare d'inverno, per chi non lo vede mai, ha un'aria inedita sparsa sulla spiaggia scura, nuvole piene, materne; e un profumo carico e fuori posto, come uno strano e calzante neologismo.) Finalmente hanno un senso (un posto, la temperatura giusta da respirare) quei progetti, quegli inventari, quei ricordi. E ha un senso – forse proprio il nostro, proprio quella nostra vecchia insofferenza per il presente – anche stringersi nel cappotto e desiderare che l'inverno, col suo freddo e le sue sere precoci, dopotutto passi in fretta. Che finisca con quel suo dissolversi discreto, con quello sciogliersi lento sulla soglia della primavera – che è come ogni regalo preparato a lungo e scopertamente: lo si dimentica, ed è di nuovo sorpresa.
Annalisa Maniscalco
Raccontateci l'inverno. Mandate da 1 a 3 poesie (massimo 36 versi) in un unico file word che contenga anche i vostri dati personali (nome, cognome, indirizzo, telefono, email) a antologie@perronelab.it entro e non oltre il 31 dicembre 2009.
